[...] Questa fedeltà al nodo problematico della RAPPRESENTAZIONE, che implica un’osservazione attenta dell’oggetto ed un AFFINAMENTO INCESSANTE DELLA TECNICA è per Morato la ragione stessa dell’esistere materiale delle sue immagini dipinte [...]
Si tratta di rinnovare un’antica magìa: la sublimazione di qualche scarno o scabro supporto, con l’ausilio di poche informi sostanze e semplicissime strumentazioni, in virtù solo dell’arte esperta e irripetibile dell’occhio e della mano, nell’INCANTO DELL’IMMAGINE DIPINTA, del doppio figurale, ingannevole e seducente
[...] La necessità di confrontarsi con l’URGENZA NODALE della RASSOMIGLIANZA PITTORICA - che non è dunque ingenua
esibizione virtuosistica - sembra "votare" Morato ad un percorso solitario di RICERCA, incessante e virtualmente inesauribile. A nessuno meno che a Morato mi sembra attagliarsi il motto picassiano "io non cerco: trovo"
[...] E’ la FIGURA UMANA, ma soprattutto il RITRATTO espressivo del VOLTO che consente l’occasione esaltante di cogliere insieme la forma e l’anima e di tesaurizzare al meglio il capitale di esperienza lungamente acquisito, trovando il perfetto punto di incontro con quell’ESPRESSIONE DI SE’ dell’artista, che Morato attende come la grazia della sua ascesi pittorica, capace di riscattare e "far vivere" la sua pittura, di "FAR VEDERE" il sentimento che la anima. Massimo Borghese - giugno 2002
[...] Nelle nature morte tutto si fa più meditato, più raccolto. Ogni oggetto, studiato nei particolari, fa trasparire un equilibrio intellettuale che scandisce i
ritmi della composizione, soprattutto quando l’autore accosta gli oggetti in maniera apparentemente casuale rivelando invece una rigorosa analisi della composizione. Gli oggetti scoperti a analizzati sono ricondotti ad una misura ideale che unisce il senso e la ragione, cioè la tangibilità realistica con l’impianto strutturale della forma. Un sottile velo nostalgico si posa sui fiori, sul vasellame, sugli strumenti musicali che entro l’aura serena del ricordo ci appaiono come inedite e misteriose "presenze" del quotidiano. Gabriella Niero, Merano - agosto 1999
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[...] Rivelatori a tal proposito ci sembrano i disegni che assolvono una funzione di ricerca tecnico-manuale, di studio preliminare della figura e dell’anatomia, della misura prospettica, della pregnanza plastica, della connotazione cromatica e della autenticità psicologica di ogni realtà pittorica. Sandro Marini, Padova - gennaio 1987
[...] La varietà e la vastità degli interessi e delle tecniche rimarcano la tensione irrinunciabile verso l’idea assoluta della luminosità creativa. Lydia Maggiolo, Padova - gennaio 1987
[...] Nei paesaggi appare evidente la matrice impressionista di Bruno Morato o meglio del postimpressionismo veneto: paesaggi di campagna, vedute collinari, scorci di località di mare rappresentano la costante lirica del dettato pittorico e manifestano la ricerca continua all’interno di un mondo quotidiano ancora capace di creare occasioni di quiete e di appagamento spirituale. L’intima partecipazione alla trasposizione del reale è così assicurata al pittore Bruno Morato, così immediato nella pienezza espressiva del percepito, così capace di plasmare una crescita qualitativa che già costituisce un compiuto fatto artistico. Mario Klein, Padova - gennaio 1987
[...] A volte è solo nel veloce schizzo di un lapis, a volte è nel lento e sfumato consumarsi di una nota delicata di colore, che le sue immagini o i suoi volti di donna acquistano rotondità, si proiettano in delicate venature tonali, si mescolano e si librano in tenere penombre chiaroscurali.
La realizzazione e la decifrazione delle sue opere figurative sembra quasi incerta, sofferta, studiata, vissuta attimo dopo attimo tutta interiormente e forse mai riconosciuta come finita: una ricerca e una scelta intimo-espressiva quella di Bruno Morato, che può ben configurarsi o scoprirsi anche come sinonimo di delicata tecnica e di vera poesia figurativa. Fiorenzo
Rizzetto, Cittadella - dicembre 1986
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